
29 Aprile 2023
DALLA NATURA UN RIMEDIO EFFICACE PER LA FOTOPROTEZIONE
Arriva l’estate e come ogni anno non riusciamo a resistere alla tentazione di avere un’abbronzatura
invidiabile. Proteggersi in maniera corretta dai raggi solari permette di raggiungere l’obiettivo senza
rinunciare alla salute della pelle. Come ben noto , infatti, un’eccessiva esposizione ai raggi UV, senza
una protezione adeguata, genera manifestazioni cutanee dannose e visibili: eritemi, rossori, edemi,
secchezza cutanea. Se poi l’esposizione diventa prolungata nel tempo, permettendo ai raggi solari UVB
più pericolosi di penetrare a livello sottocutaneo, le conseguenze possono essere più gravi: perdita di
elasticità, disidratazione, iperpigmentazione, invecchiamento precoce, fino ad arrivare a manifestazioni
oncologiche vere e proprie. Molto spesso può capitare che dalla medicina popolare si riescano ad
ottenere validi spunti per la ricerca di nuovi principi attivi utili in campo medico e cosmetologico. È questo
il caso del Polypodium leucotomos, una felce tropicale utilizzata per secoli dagli indiani dell’America
Centrale come trattamento per i disturbi infiammatori e per altre patologie della pelle. Assunto per bocca
come integratore alimentare, si è dimostrato un’arma efficace per contrastare gli effetti dannosi dei raggi
UV, soprattutto in soggetti maggiormente fotosensibili. Naturalmente, oltre all’integrazione alimentare, è
necessaria una protezione cutanea efficace con creme solari ad alta protezione. Non è vero che una
protezione solare alta, ad esempio 50, da utilizzare soprattutto nelle prime esposizioni al sole, non faccia
abbronzare. La crema solare ad alta protezione non solo è indicata per i bambini, ma anche per gli
adulti, anche se occorre sempre ricordare che i piccoli vanno protetti di più e più attentamente, perché le
ustioni solari da bimbi aumentano il rischio di melanoma. Altro falso mito, è quello dei solari che durano
un’intera giornata. Infatti, occorre applicarli ogni due ore circa, dopo i bagni ed anche dopo aver sudato.