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30 Gennaio 2023

5 BUONI MOTIVI PER CURARE IL FEGATO

  1. Cura il fegato per non essere stanco e senza energia Se il fegato funziona male non
    è più in grado di eliminare le tossine che si accumulano e l’organismo sarà appesantito e
    stanco.
  2. Cura il fegato per avere un buon transito intestinale Fegato, cistifellea e intestino
    sono collegati. Chi ha problemi di fegato ha anche problemi intestinali!
  3. Cura fegato per mantenerti in forma La regolazione della glicemia nell’arco della
    giornata in funzione del fabbisogno energetico è uno dei lavori importanti del fegato.
  4. Cura il fegato per tenere sotto controllo il livello di colesterolo Il fegato sintetizza
    buona parte del colesterolo circolante(70%)
  5. Cura il fegato per potenziare il sistema immunitario Una buona funzionalità epatica
    contribuisce al corretto funzionamento del sistema immunitario.

Il fegato è un organo ghiandolare molto importante per la fisiologia di tutto l’organismo. È l’organo singolo più grande di cui disponiamo e, quando in salute, è caratterizzato da una grande capacità di auto-rigenerazione. Riveste una gamma di azioni davvero vastissima, che va dalla funzione digestiva, a quella per la gestione dei grassi, l’elaborazione di proteine ed amminoacidi, l’accumulo di zuccheri e vitamine di riserva, la sintesi di componenti per la corretta funzione del sistema immunitario e della coagulazione del sangue, la detossicazione da farmaci e sostanze di scarto e la neoformazione di composti utili al metabolismo.
Il fegato è pertanto un organo a d alta attività che può facilmente andare incontro, specie nel lungo periodo, a condizioni di affaticamento a causa di scorretti stili di vita o eccessivo uso di farmaci, può quindi incorrere in uno stato di ipofunzionalità, detto anche stato di “intossicazione epatica”. La sintomatologia è tipicamente descritta da segnali come stanchezza cronica, sonnolenza dopo i pasti, difficoltà digestive, alitosi, alternanza dell’alvo, meteorismo, stipsi, ittero, alterazioni del metabolismo dei grassi e degli zuccheri, eruzioni cutanee (acne, brufoli), cute molto grassa, cefalee, sudorazione acre, tendenza ad edemi e gonfiori.

Come accennato, fra le principali cause di intossicazione del fegato sono da considerare quelle che provengono dai nostri stili di vita:

  • alimentazione squilibrata
  • consumo di alcol
  • fumo di sigaretta
  • abuso di farmaci

In tutte queste condizioni, che quindi possono non richiedere necessariamente l’impiego di farmaci, può rivelarsi assolutamente utile il ricorso alla Fitoterapia. La medicina naturale suggerisce un intervento detossinante, che tenda innanzitutto a ripristinare la funzionalità epatica e digestiva, operando su più fronti. Bisogna iniziare con un’alimentazione più corretta, sana ed equilibrata, priva di sostanze potenzialmente tossiche ed eliminando quelle sicuramente nocive, come i superalcolici e i pasti troppo ricchi in grassi, soprattutto quelli saturi. Inoltre bisogna evitare la sedentarietà, introducendo nelle proprie abitudini di vita un sano movimento, anche delle semplici passeggiate se non una vera e propria attività sportiva. La rigenerazione epatica è possibile in quanto le cellule si comportano come quelle staminali: basta avere il 25% di cellule del fegato ancora sane. Questa rigenerazione può essere attivata dal cambiamento di stile di vita, alimentare ed emotivo, ma ci sono alcune piante che possono attivare e velocizzare questo processo. La più efficace è Il Desmodio, chiamata l’«erba che cura la malattia degli occhi gialli». Pianta di origine africana, poco conosciuta ma estremamente utile nella cura delle epatiti virali, tossiche, alcoliche e anche dai danni causati dalla chemioterapia. Riduce gli effetti collaterali dei farmaci e dei vaccini, ha capacità di protezione e rigenerazione della cellula epatica, blocca la produzione dei radicali liberi maggiormente prodotti in seguito ad eccessivo uso di alcool, farmaci e ad insulti virali.
Il Tarassaco, il cui nome deriva dal greco “Tarasso” che significa “guarisco”, proprio per via delle sue molteplici proprietà benefiche, viene utilizzato in molti preparati depurativi; promuove l’attività del fegato e della colecisti (è utile per fluidificare la bile densa e in caso di “sabbia biliare”), influendo favorevolmente sulle funzioni digestive e intestinali, migliorando inoltre la funzionalità renale, con l’aumento della diuresi e quindi la diminuzione della ritenzione idrica, con conseguente maggior eliminazione di tossine e sostanze di rifiuto dell’organismo. Il Tarassaco inoltre agisce a livello pancreatico, per mezzo del suo principio attivo, la colecistochinina, che aumenta la secrezione del succo enzimatico, migliorando così il processo digestivo; fornendo anche una notevole quantità di ioni potassio aumenta la motilità intestinale per l’azione sulla muscolatura liscia dell’intestino, di cui migliora quindi la funzionalità.
Il Carciofo ha importanti proprietà terapeutiche. I suoi principi attivi sono contenuti nelle foglie, e tra questi il più interessante è la Cinarina; essa è presente in concentrazione massima durante la formazione del capolino, che è poi la parte della pianta che viene usata in cucina. Le principali proprietà delle foglie del Carciofo sono quelle coleretiche e colagoghe, cioè fanno aumentare il flusso biliare: è stato dimostrato infatti che può essere aumentato fino al 90% in più rispetto ai valori basali e che questo effetto non diminuisce nel tempo e, dunque, si presta anche a trattamenti prolungati, specie in caso di bile densa, sabbia biliare e tendenza a produrre calcoli nella cistifellea. L’azione diuretica è altrettanto importante e si evidenzia pienamente dopo circa sei giorni (con un aumento anche del 100%), promuovendo così la funzione depurativa renale, grazie ai composti flavonici e ai sali minerali, in particolare potassio e magnesio, che il Carciofo contiene.
I principi attivi contenuti nelle foglie del Carciofo influiscono anche nel ricambio del colesterolo e dei trigliceridi, siano essi di origine alimentare o endogena, aiutando a mantenerne bassi i livelli a tutto vantaggio dell’apparato cardiovascolare.
Un’altra importante e complementare azione del Carciofo è quella epatoprotettiva, che si manifesta su diverse sostanze tossiche, in particolare sull’alcool, di cui riesce a ridurne la presenza nel sangue per effetto dell’aumentata diuresi e per un’accelerazione del metabolismo dell’etanolo. Il Cardo mariano ha un’a forte attività epatoprotettrice , che è bene utilizzare ogni volta che si ha una lesione dell’epatocita, in particolare quando vi siano esiti di epatite, poiché il suo principio attivo più interessante, la silimarina, ha un’azione strutturale, con un’azione antiradicalica e rigenerativa del tessuto epatico. Anche la Fumaria officinalis ha proprietà antispastiche, diuretiche ed epatoprotettive, che vanno a riflettersi in particolar modo sulle vie biliari. Nel momento in cui il flusso della bile risulti essere insufficiente, la pianta fa in modo che questo venga aumentato e viceversa, se è troppo, fa in modo che venga diminuito. Assumere la fumaria, fa sì che tutte queste disfunzioni biliari vengano riattivate in maniera più funzionale, in modo tale da scongiurare la formazione di calcoli biliari, facilitando l’espulsione biliare. La Fumaria risulta essere molto utile anche nella cura e nella prevenzione di possibili emicranie e malattie della pelle, come ad esempio gli eczemi che nascono in seguito alle disfunzioni epatiche.

Anche il Rosmarino è una pianta dalle spiccate proprietà colagoghe-coleretiche: coleretica è la sostanza che stimola il fegato a produrre più bile, colagoga è la sostanza che stimola lo svuotamento della cistifellea. Ecco quindi che queste piante, opportunamente miscelate, potranno fornire un rimedio naturale contro tanti disturbi, e soprattutto un intervento razionale mirato per eliminare dal nostro corpo le tossine che provocano, se in eccesso, problemi talvolta molto fastidiosi e che, se trascurati, possono degenerare in vera e propria malattia.

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